L’architettura dopo Kyoto

Nel 2007, inaugurando La Cité de l’architecture & du patrimoine, Nicolas Sarkozy ha chiesto che si aprisse un dialogo internazionale su Parigi e uno sviluppo possibile. Dieci gli studi di architettura che si sono messi all’opera in tal senso, coinvolgendo specialisti del territorio, sociologi e geografi, per realizzare progetti focalizzati su un’idea della capitale francese quale metropoli post - Kyoto, e su un’analisi del presente e del futuro del suo agglomerato urbano. Tra le proposte, quella degli italiani Bernardo Secchi e Paola Vigano di Studio 09, che ci parla di una “città porosa”, che dia spazio all’acqua e in grado di moltiplicare gli scambi biologici. Soluzioni “eco” basate sulla tecnologia per la produzione di energia rinnovabile, o che alternino quartieri ad alta densità a zone verdi “autogeneratrici”;estensioni del territorio cittadino fino a Le Havre, che la trasformino in un porto marittimo; e le creazioni di 20 città sostenibili da 500 mila abitanti, per ricreare un sentimento di appartenenza. “Le Grand Pari de l’agglomeration parisienne” è il titolo dell’esposizione che raduna i progetti, è stata curata da Jean Christophe Quinton che ha garantito a ogni team massima autonomia nell’impiego dello spazio a disposizione per enfatizzare l’esposizione.



















































