I mille colori e le forme di Haring

3 giugno 2009 - pubblicato da Giovanna Perrone in Arte e design, L'arte in mostra, eventi

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Keith Haring (Pensylvania 1958 - New York 1990), dopo aver studiato grafica commerciale a Pittsburg, si trasferisce a New York nel 1978, iscrivendosi alla School of Visual Arts. Ma il suo terreno d’azione è la strada e la metropolitana, sono gli anni che esplode li fenomeno del graffitismo (inizialmente illegale, tanto che l’artista viene arrestato più volte), Haring ne diventa subito protagonista, grazie a quel segno immediatamente identificabile, alla velocità del gesto, alla fantasia delle scene realizzate, a fronte di una serie di “personaggi ” sempre ripetuti. Figure contornate da segni grossi e uniformi, ripetuti come in un arabesco. Nel 1980 partecipa con Andy Warhol alla rassegna “Terrae Motus” di Lucio Amelio, in aiuto delle vittime del terremoto che colpì l’Irpinia e occupa un palazzo nella zona di Time Square, organizzando la mostra “Time square show”. Nell’86 apre il primo “Pop shop”, a New York. Nel 1987 dipinge a Parigi, una parte dell’Hopital Necker. Nel 1985 dipinge una murata nel negozio Fiorucci di Milano. Il 16 Febbraio del 1990, a New york, a soli 31 anni, Keith Haring muore di AIDS lasciando un segno indelebil nell’arte contemporanea, le sue opere fatte di personaggi e di storie astratte lo hanno collocato tra gli artisti più rappresentativi della Pop Art. Fino al 30 giugno il tratto inconfondibile di Keith Haring è esposto alla Vecchiato Art Galleries di Milano. La mostra illustra gli step salienti della creatività dell’artista e lo fa con un’accurata selezione di opere su materiali e supporti diversi, che includono anche alcune sculture.

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